Fondi Storici

Il fondo storico Giovanni Tancredi

Giovanni Tancredi fu figura centrale nel panorama degli studi folklorici italiani: la sua opera di raccolta e sistematizzazione delle tradizioni popolari garganiche si colloca nel contesto più ampio del revival etnografico e folclorico che, sull’esempio positivista e romantico, caratterizzò il Meridione tra Otto e Novecento. Il Museo delle Arti e Tradizioni Popolari del Gargano da lui fondato nel 1925 e la pubblicazione di “Folklore garganico” (1938) rappresentano le espressioni più mature di questo impegno.

Il Fondo storico Tancredi, custodito presso la Biblioteca comunale di Monte Sant’Angelo, costituisce un corpus documentario di primaria importanza per lo studio della cultura storica e demo-etno-antropologica dell’Italia meridionale tra XIX e XX secolo. Intitolato al demologo e studioso locale Giovanni Tancredi (1872-1948), il fondo rappresenta una testimonianza straordinaria dell’attività intellettuale e scientifica sviluppatasi nel Gargano in un’epoca di profonde trasformazioni sociali e culturali.

Il fondo si caratterizza per una struttura tematica multidisciplinare, che riflette gli ampi interessi di Tancredi e del milieu culturale meridionale del tempo. Accanto alla documentazione storica relativa alla dinastia sveva e borbonica – come i “Quaternus Federici Secundi” e la “Storia dei Borboni di Napoli” – il fondo include un corpus significativo di testi religiosi sul culto micaelico, fra cui spicca “Apollo e l’Arcangelo San Michele” e preziose monografie locali, studi archeologici sulla Magna Grecia e i dolmen pugliesi. La sezione linguistica e antropologica comprende opere fondamentali come la “Toponomastica Pugliese” di Caselse e gli atti dei congressi nazionali di tradizioni popolari.

Dal punto di vista conservativo, il fondo presenta una varietà di condizioni, dalle legature deteriorate e carte ingiallite a volumi ben restaurati.

Per gli studiosi di storia federiciana, microstoria meridionale e cultura popolare pugliese, il Fondo Tancredi rappresenta una fonte primaria insostituibile, capace di alimentare approcci interdisciplinari tra storia, antropologia, linguistica e archeologia.

Bibliografia essenziale:

  • Tancredi, G. (1901). Su le balze garganiche. Ascoli Piceno: Tipografia Fiori.
  • Tancredi G., Folklore garganico, Bari, 1938.
  • Carabellese F., Castelli pugliesi, Bari, 1922.
  • Corcia S., Storia delle Due Sicilie, Napoli, 1844-45.
  • Caselse G., Toponomastica pugliese, Bari, 1910.
  • AA.VV., Atti del IV Congresso Nazionale di Tradizioni Popolari, Roma, 1930.

Il fondo storico Francesco Paolo Fischetti

Il Fondo Francesco Paolo Fischetti rappresenta un corpus librario di notevole rilevanza accademica e culturale, caratterizzato da una spiccata interdisciplinarità e da un’attenzione particolare per la storia delle religioni, l’archeologia e la storia dell’arte antica e medievale. La composizione del fondo testimonia un approccio enciclopedico alla conoscenza storica e culturale, in cui si intrecciano studi di carattere classico, cristiano, orientale ed esoterico. Tra i volumi principali si evidenziano testi fondamentali per lo studio delle civiltà antiche e delle religioni misteriche, quali Epigrafia Latina di S. Ricci, i Saggi Patristici, I riti dei misteri nel mondo antico di Nicola Furdi e le opere relative alla Magna Grecia, che riflettono l’interesse del collezionista per la storia culturale e religiosa del Meridione italiano. Il fondo comprende anche opere di riferimento per la storia del cristianesimo antico e medievale, come La diffusione del Cristianesimo nel mondo e gli atti del Convegno di studi nella Magna Grecia, oltre a contributi specialistici sull’arte paleocristiana e bizantina, quali i volumi di André Grabar e S. Perrot. Di particolare rilievo è la presenza di testi relativi alla storia religiosa comparata, che spaziano dall’Occidente latino all’Oriente asiatico, testimoniando un dialogo culturale che include opere su tradizioni filosofiche cinesi e indiane (Lin Yutang), nonché sull’Islam sufi e sui dervisci. La raccolta si arricchisce inoltre di studi antropologici e mitologici, quali l’Enciclopedia dei Miti, e opere di carattere locale e linguistico, tra cui il Vocabolario dialettale garganico, che evidenziano un interesse per le culture micro-regionali del Sud Italia. La struttura del fondo, con la presenza di testi in edizioni Hoepli, Rusconi e Rizzoli, e atti congressuali internazionali, attesta una volontà di mantenere il dialogo costante con il dibattito scientifico nazionale e internazionale. La molteplicità dei temi trattati, dall’arte alla filologia, dall’archeologia alla storia delle religioni, conferisce al fondo un valore significativo non solo come raccolta bibliografica, ma anche come testimonianza del percorso intellettuale di Francesco Paolo Fischetti, che appare orientato a ricostruire la complessità del sacro attraverso epoche e culture diverse. Questo patrimonio librario costituisce dunque una risorsa preziosa per gli studiosi interessati a una lettura comparativa e interdisciplinare dei fenomeni storici e religiosi, in particolare per chi si occupa dei rapporti tra Mediterraneo antico e cristianesimo delle origini.

Il fondo storico Raffaele Perna

Raffaele Perna (Monte Sant’Angelo – Bari, 1983) rappresenta una figura di spicco nel panorama culturale ed educativo garganico del XX secolo. Originario di Monte Sant’Angelo, città che ha sempre mantenuto al centro dei suoi interessi intellettuali e umani, Perna si distinse come docente di Latino e Greco di eccezionale preparazione e profonda dedizione pedagogica.

La sua carriera accademica fu caratterizzata da una concezione dell’insegnamento come missione formativa, rifiutando consapevolmente prestigiosi incarichi dirigenziali – tra cui la nomina a Preside e Provveditore – per rimanere fedele alla sua vocazione didattica. Questa scelta, emblematica della sua modestia e del suo impegno verso le giovani generazioni, lo rese una figura di riferimento nel mondo della scuola pugliese.

Durante il periodo fascista, Perna mantenne una posizione di coerente opposizione al regime, subendo per questo persecuzioni e vessazioni che lo costrinsero, durante l’ultima guerra mondiale, a rifugiarsi nel suo paese natale. Proprio a Monte Sant’Angelo, dimostrò il suo spirito di servizio ottenendo l’apertura di scuole per le famiglie sfollate che avevano cercato rifugio in città per sfuggire ai bombardamenti.

Il suo impegno civile e culturale non si limitò alla sfera educativa, ma si estese alla conservazione e trasmissione del patrimonio culturale classico, come testimoniato dalla ricca biblioteca personale che oggi costituisce un prezioso fondo librario.

Il Fondo Raffaele Perna rappresenta una significativa testimonianza della cultura umanistica del XX secolo, riflettendo gli interessi e la formazione di un docente di studi classici profondamente radicato nella tradizione letteraria italiana e antica. La raccolta, caratterizzata da una selezione accurata e rappresentativa, abbraccia diversi ambiti della letteratura e della cultura umanistica.

Il nucleo principale del fondo è costituito da edizioni critiche e commentate dei classici greci e latini, con opere fondamentali di Tucidide, Erodoto, Platone, Orazio, Virgilio e Sallustio, testimoniando la solida preparazione filologica del proprietario. Particolare rilievo assume la presenza di testi filosofici, tra cui opere platoniche e una significativa sezione dedicata ai “Classici della Filosofia”.

La letteratura italiana occupa uno spazio considerevole, con rappresentanza delle principali figure del canone nazionale: da Dante ad Alfieri, da Leopardi a Carducci, fino ai contemporanei come Pirandello, Deledda e Verga. Significativa è la presenza di opere di Riccardo Bacchelli, testimonianza dell’attenzione verso la letteratura novecentesca.

La raccolta include inoltre strumenti di lavoro specialistici come dizionari di abbreviature latine, manuali di filologia e linguistica, e riviste scientifiche come “Rivista di Filologia Classica”, elementi che documentano l’approccio scientifico e metodologico dell’insegnante-studioso.

Il fondo si caratterizza per l’equilibrio tra rigore accademico e accessibilità didattica, riflettendo la doppia dimensione di Perna come studioso e formatore, costituendo oggi una preziosa risorsa per la comprensione della cultura umanistica italiana del secolo scorso.

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