Castello di Monte Sant’Angelo

Il Castello di Monte Sant’Angelo domina con la sua mole austera la città e il Santuario. La Torre dei Giganti, di forma pentagonale (opera normanna dell’XI secolo), evoca per tradizione popolare il mito di Pilunno, re leggendario celebrato nell’Eneide: un’eco letteraria trasformata in fondazione dall’immaginario locale.

La storia documentata inizia nell’837–838, quando Ursus (Orso I), vescovo di Benevento e Siponto, fece erigere il Castellum de Monte Gargano. Il nucleo originario era probabilmente un castrum di tipo bizantino. Nei secoli successivi, la posizione strategica del Santuario rese il castello sede di potere per ogni dinastia che governò il Mezzogiorno.

Roberto il Guiscardo, nella seconda metà dell’XI secolo, lo riedificò e cintò di mura la città, erigendo la Torre dei Giganti a pianta pentagonale. Con gli Svevi divenne castrum exemptum: Federico II, con decreto emanato a Milano il 5 ottobre 1239, istituì i Provisores castrorum e riservò a sé stesso la nomina del castellano, sottraendo tali fortezze all’ordinaria amministrazione.

Sotto gli Angioini fu prigione di stato: tra le sue mura morì nel 1273 Filippa d’Antiochia, figlia di Federico di Antiochia (figlio illegittimo di Federico II) e moglie di Manfredi Maletta.

Tra il 1491 e il 1497, l’ultima grande campagna costruttiva — attribuita dalla tradizione a Francesco di Giorgio Martini — adeguò il castello all’era delle armi da fuoco: cortine murarie robuste, torrioni circolari, il bastione a carena di nave (a pianta appuntita), il fossato perimetrale e il portone con ponte levatoio, in risposta alla minaccia delle incursioni turche.

Passato brevemente a Giorgio Castriota Scanderbeg (feudo concesso nel 1466, poi agli eredi fino al 1497) e poi al Gran Capitano Consalvo di Cordova, il castello fu acquistato nel 1552 dalla famiglia Serra Grimaldi, che ne fu feudataria fino al 1802, quando il Municipio di Monte Sant’Angelo ne acquisì la proprietà pagando oltre 243.000 ducati.


Bibliografia APA

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