I Patriarchi: Giovanni Tancredi

Giovanni Tancredi, nato a Monte Sant’Angelo il 2 settembre 1872 e morto nella stessa città il 2 novembre 1948, fu uno studioso della storia e della cultura popolare garganica, educatore e promotore di iniziative culturali che contribuirono a documentare e conservare la memoria della sua comunità. La sua attività si sviluppò in un periodo nel quale, tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, cresceva in Italia l’interesse per le tradizioni popolari, per la cultura materiale e per lo studio delle comunità locali. Tancredi partecipò a questo clima culturale attraverso una ricerca fortemente legata al territorio, dedicandosi alla raccolta di testimonianze, oggetti, immagini, usanze, racconti e documenti relativi soprattutto a Monte Sant’Angelo e al Gargano.

La formazione e l’impegno educativo La sua attività intellettuale fu strettamente connessa a quella educativa. Dopo la formazione maturata a Napoli, Tancredi si dedicò all’insegnamento e alla promozione dell’istruzione, prestando particolare attenzione alle condizioni sociali delle classi popolari e al problema dell’analfabetismo. Nel 1920 promosse la nascita della “Casa dei Bambini”, un’esperienza educativa ispirata ai principi del metodo montessoriano e rivolta alla formazione dell’infanzia. L’esperienza pedagogica rafforzò il suo interesse per la vita quotidiana della comunità e per il patrimonio culturale trasmesso attraverso le generazioni.

La raccolta delle tradizioni popolari A partire dagli ultimi anni dell’Ottocento Tancredi si dedicò alla raccolta di canti, racconti, leggende, proverbi, consuetudini e testimonianze della vita garganica. La sua ricerca comprendeva anche gli aspetti materiali della cultura: abbigliamento, strumenti di lavoro, oggetti domestici, pratiche artigianali, attività agricole e pastorali. In questo modo la tradizione non veniva considerata soltanto come repertorio di racconti o di usanze, ma come un sistema complesso nel quale lingua, lavoro, religione, vita familiare e organizzazione sociale erano strettamente connessi.

La fotografia come strumento documentario Tra gli aspetti più significativi della sua attività vi è l’uso sistematico della fotografia. La Fototeca Tancredi conserva circa 700 lastre negative e ulteriori immagini su pellicola, realizzate principalmente tra il 1893 e il 1932. Le fotografie documentano persone, costumi, attività lavorative, feste, paesaggi, architetture e scene della vita quotidiana del Gargano. Non tutte le immagini furono necessariamente scattate dallo stesso Tancredi: il fondo comprende anche fotografie realizzate da altri operatori su sua commissione o secondo un’impostazione documentaria da lui orientata. Il corpus costituisce oggi una fonte di straordinario interesse per la storia sociale ed etnografica del territorio.

Il Museo delle Arti e delle Tradizioni Popolari Nel 1925 Tancredi fondò il Museo delle Arti e Tradizioni Popolari del Gargano, raccogliendo oggetti e materiali destinati a documentare la cultura materiale della comunità. Il museo nacque anche con una finalità educativa e si collegava all’esperienza della Casa dei Bambini, attraverso la quale Tancredi intendeva mettere i giovani a contatto con l’ambiente, i mestieri e le tradizioni della propria terra. Le collezioni comprendevano strumenti agricoli e artigianali, manufatti, costumi, oggetti della vita domestica e testimonianze legate alla religiosità e al lavoro.

La dimensione nazionale della sua attività L’interesse di Tancredi non rimase circoscritto a Monte Sant’Angelo. La sua attività entrò in rapporto con i principali circuiti italiani dedicati all’etnografia e alle tradizioni popolari. Partecipò a manifestazioni e mostre nelle quali presentò i costumi e la cultura materiale garganica, contribuendo a far conoscere il patrimonio locale al di fuori della Puglia. Nel 1929 presentò una significativa documentazione fotografica alla Mostra fotografica di Foggia e nel 1930 partecipò alla I Esposizione dopolavoristica nazionale di Arti e Mestieri di Bolzano. La sua raccolta museale venne inoltre presentata come un corpus organico in occasione della II Mostra Internazionale di Arte Decorativa di Monza.

Folclore garganico La sua opera più ampia è Folclore garganico, pubblicata alla fine degli anni Trenta e generalmente datata 1938. Il volume raccoglie e sistematizza un vasto insieme di materiali relativi alla cultura popolare del Gargano e rappresenta ancora oggi una delle principali testimonianze documentarie sulla società tradizionale di Monte Sant’Angelo. Tancredi vi affronta numerosi aspetti della vita collettiva: feste religiose e civili, credenze, pratiche rituali, canti, usanze familiari, fidanzamento e matrimonio, morte e rituali funerari, attività lavorative, artigianato, alimentazione, abbigliamento e altre manifestazioni della cultura popolare.

Una ricerca fondata sulla conoscenza diretta Il valore dell’opera di Tancredi deriva anche dalla stretta relazione tra scrittura e osservazione della realtà. I suoi studi non si limitano infatti alla raccolta di informazioni bibliografiche, ma fanno largo uso di testimonianze locali, osservazione diretta, documentazione fotografica e raccolta di oggetti. Questo insieme di strumenti gli permise di registrare aspetti della vita garganica destinati a trasformarsi rapidamente sotto la spinta della modernizzazione, dell’urbanizzazione e dei cambiamenti economici e sociali della prima metà del Novecento.

Storia locale, archeologia e patrimonio monumentale L’interesse di Tancredi non si limitò al folklore. Nel corso della sua attività studiò anche la storia e i monumenti di Monte Sant’Angelo, ricoprendo l’incarico di ispettore onorario ai Monumenti e Antichità del Gargano. A questo versante della sua ricerca appartengono opere dedicate alla storia della città, al santuario e al patrimonio monumentale, tra cui Montesantangelo monumentale e Apollo e l’Arcangelo San Michele. La sua biblioteca personale conserva infatti materiali di storia, archeologia, arte, religione e cultura locale che riflettono l’ampiezza dei suoi interessi.

La cultura popolare tra tradizione e trasformazione Tancredi operò in un momento di rapida trasformazione della società garganica. La modernizzazione modificava progressivamente l’organizzazione del lavoro, le forme dell’abitare, i costumi e i rituali, mentre l’emigrazione e le nuove condizioni economiche contribuivano a interrompere la trasmissione di pratiche e conoscenze tradizionali. La sua attività di raccolta risponde anche a questa percezione della trasformazione: documentare significava conservare una memoria che rischiava di disperdersi e mettere a disposizione delle generazioni future materiali utili a comprendere la società del proprio tempo.

Il patrimonio di Tancredi oggi La documentazione raccolta da Tancredi è oggi distribuita tra il Museo Etnografico “Giovanni Tancredi”, la Fototeca e il fondo bibliografico conservato presso la Biblioteca Comunale “Ciro Angelillis”. Nel loro insieme, questi materiali consentono di ricostruire non soltanto le tradizioni del Gargano, ma anche il modo in cui, tra Otto e Novecento, una comunità rappresentava se stessa attraverso oggetti, immagini, parole e pratiche. La conservazione di questo patrimonio permette quindi di affiancare alla storia monumentale di Monte Sant’Angelo la storia della vita quotidiana e della cultura popolare.

Giovanni Tancredi e la memoria del Gargano Il lascito di Tancredi non consiste soltanto nelle sue pubblicazioni. È costituito dall’insieme di fotografie, oggetti, appunti, libri e testimonianze attraverso i quali riuscì a costruire una documentazione ampia e articolata della società garganica. La sua opera rappresenta oggi una fonte di particolare importanza per lo studio della cultura materiale, delle tradizioni popolari e della storia sociale di Monte Sant’Angelo e del Gargano e costituisce uno dei principali nuclei documentari attraverso i quali è possibile osservare la trasformazione della comunità locale nel corso del Novecento.

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