Monte Sant’Angelo

Una città nata attorno al culto micaelico Situata su uno sperone meridionale del promontorio del Gargano, Monte Sant’Angelo ha sviluppato la propria storia e la propria identità intorno al culto di San Michele Arcangelo e alla grotta nella quale la tradizione cristiana colloca le apparizioni dell’Arcangelo. Il racconto delle tre apparizioni, datate dalla tradizione agiografica al 490, 492 e 493, costituisce il fondamento della memoria religiosa del santuario; la documentazione storica mostra invece come il culto micaelico si sia consolidato nel corso dell’Alto Medioevo, trasformando progressivamente il sito in uno dei principali luoghi di pellegrinaggio dell’Occidente cristiano.

Monte Sant’Angelo e i Longobardi Dalla seconda metà del VII secolo il Gargano entrò stabilmente nell’orbita del ducato di Benevento e il santuario di San Michele assunse un ruolo centrale nella religiosità longobarda. La basilica micaelica divenne uno dei principali luoghi di culto della società longobarda e un punto di riferimento per il potere politico e religioso del Mezzogiorno. Le strutture altomedievali del santuario, le iscrizioni e le testimonianze archeologiche conservate negli ambienti sotterranei documentano questa fase di sviluppo e spiegano il rilievo assunto da Monte Sant’Angelo nelle reti religiose e culturali dell’Europa altomedievale.

Le vie del pellegrinaggio La posizione del santuario contribuì a inserirlo in una vasta rete di itinerari terrestri e marittimi che collegavano il Gargano ai principali centri religiosi dell’Italia e dell’Europa medievale. Da nord il santuario era raggiungibile attraverso la viabilità adriatica e la cosiddetta Via Sacra, mentre da sud i percorsi provenienti da Siponto e dalla costa conducevano verso il Gargano. In età medievale Monte Sant’Angelo divenne così una delle grandi mete della peregrinatio medievale, in stretta relazione con Roma, la Terrasanta e gli altri principali santuari dell’Occidente cristiano.

Normanni, Svevi, Angioini e Aragonesi Dopo la conquista normanna del Mezzogiorno, Monte Sant’Angelo assunse anche una crescente importanza politica e militare. Tra XI e XV secolo la città e il suo sistema monumentale furono interessati da numerose trasformazioni. Il Castello conserva infatti strutture di origine normanna, successive modificazioni medievali e importanti interventi di età aragonese, mentre il centro religioso si arricchì di nuovi edifici e di articolati complessi monumentali. La storia di Monte Sant’Angelo riflette così la successione delle principali dominazioni che interessarono il Regno di Sicilia e il Regno di Napoli.

Un patrimonio storico riconosciuto dall’UNESCO Il patrimonio di Monte Sant’Angelo comprende oggi due diversi riconoscimenti UNESCO, uno culturale e uno naturale. Il primo riguarda il Santuario di San Michele Arcangelo, inserito il 25 giugno 2011 nel sito seriale “The Longobards in Italy. Places of Power (568–774 A.D.)”. Il riconoscimento comprende sette gruppi monumentali distribuiti sul territorio italiano e individua nel patrimonio longobardo una fondamentale testimonianza della sintesi tra eredità romana, cristianesimo, cultura bizantina e tradizioni germaniche. Nel caso di Monte Sant’Angelo, UNESCO riconosce in particolare il ruolo del santuario nello sviluppo del culto di San Michele e nella formazione delle grandi reti di pellegrinaggio dell’Europa medievale.

Il Santuario di San Michele e il sito UNESCO dei Longobardi L’inserimento del Santuario nel patrimonio mondiale non deriva esclusivamente dall’antichità del culto micaelico, ma dalla presenza di significative testimonianze materiali della fase longobarda. Gli ambienti sotterranei, le strutture architettoniche, le iscrizioni e le altre testimonianze conservate nel complesso documentano la trasformazione del santuario in un importante centro della cultura religiosa longobarda. UNESCO considera Monte Sant’Angelo una delle testimonianze fondamentali del ruolo esercitato dai Longobardi nella formazione delle strutture spirituali e culturali dell’Europa medievale.

La Foresta Umbra e il secondo riconoscimento UNESCO Il secondo riconoscimento riguarda le faggete vetuste della Foresta Umbra, incluse nel 2017 nel bene seriale transnazionale “Ancient and Primeval Beech Forests of the Carpathians and Other Regions of Europe”. Il sito, esteso oggi a numerosi Paesi europei, tutela foreste che conservano processi ecologici complessi e relativamente poco alterati e rappresentano una testimonianza fondamentale della storia evolutiva e della diffusione del faggio europeo dopo l’ultima glaciazione. Il riconoscimento UNESCO è fondato sul criterio (ix), relativo a processi ecologici e biologici significativi nell’evoluzione degli ecosistemi.

Le faggete vetuste del Gargano La presenza delle faggete della Foresta Umbra a quote insolitamente basse per il faggio e la conservazione di esemplari molto longevi conferiscono al patrimonio forestale garganico un particolare interesse scientifico. Gli alberi vetusti e le strutture forestali mature consentono di studiare processi naturali di crescita, senescenza, rinnovazione e decomposizione che costituiscono una parte essenziale del funzionamento degli ecosistemi forestali. La componente garganica si inserisce così in una rete europea di foreste che documentano la storia naturale del faggio e la sua capacità di adattamento a condizioni ambientali differenti.

La città dei due siti UNESCO La presenza contemporanea del patrimonio culturale del Santuario e del patrimonio naturale delle faggete rende Monte Sant’Angelo una realtà particolarmente significativa nel panorama pugliese. Il Comune e il Parco Nazionale del Gargano identificano infatti Monte Sant’Angelo come “città dei due siti UNESCO”, espressione che sintetizza la compresenza di due patrimoni distinti per natura, cronologia e valore universale: da un lato la memoria della civiltà longobarda e del pellegrinaggio micaelico, dall’altro l’evoluzione naturale delle antiche faggete europee.

Un patrimonio tra cultura, natura e pellegrinaggio Monte Sant’Angelo riunisce quindi in uno stesso territorio dimensioni apparentemente differenti ma profondamente interconnesse: la grotta e il culto di San Michele, le testimonianze longobarde, l’architettura medievale, gli itinerari di pellegrinaggio, il paesaggio rupestre del Gargano e le faggete vetuste della Foresta Umbra. I due riconoscimenti UNESCO restituiscono questa complessità da prospettive diverse e confermano la particolare rilevanza del territorio non soltanto nella storia religiosa del Mezzogiorno, ma anche nella storia culturale e naturale dell’Europa.

Bibliografia

  • Bertelli Buquicchio, G. (1997), “Monte Sant’Angelo”, in Enciclopedia dell’Arte Medievale, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana.
  • Campione, A., & Otranto, G. (a cura di) (1999), Il Santuario di San Michele sul Gargano dal VI al IX secolo. Contributo alla storia della Langobardia meridionale, Bari, Edipuglia.
  • Carletti, C., & Otranto, G. (a cura di) (1994), Culto e insediamenti micaelici nell’Italia meridionale fra tarda antichità e Medioevo, Bari, Edipuglia.
  • Otranto, G. (1990), Il santuario di S. Michele sul Gargano nell’Alto Medioevo, Bari, Edipuglia.
  • Otranto, G., & Carletti, C. (1995), Gli insediamenti micaelici nell’Italia meridionale fra tarda antichità e Medioevo, Bari, Edipuglia.
  • Piemontese, G. (1997), San Michele e il suo santuario. La Via Sacra Langobardorum, Foggia, Bastogi.
  • Calò Mariani, M. S. (a cura di) (1999), L’Angelo, la Montagna, il Pellegrino. Monte Sant’Angelo e il santuario di San Michele del Gargano. Archeologia, arte, culto, devozione dalle origini ai nostri giorni, Foggia, Claudio Grenzi Editore.
  • UNESCO World Heritage Centre (2011), The Longobards in Italy. Places of Power (568–774 A.D.), World Heritage List, n. 1318.
  • UNESCO World Heritage Centre (2017), Ancient and Primeval Beech Forests of the Carpathians and Other Regions of Europe, World Heritage List, n. 1133.
  • Comune di Monte Sant’Angelo, Il Santuario di San Michele Arcangelo, scheda istituzionale.
  • Ente Parco Nazionale del Gargano, Foresta Umbra, scheda del patrimonio naturalistico.
  • Regione Puglia, Eventi speciali per celebrare i due Siti UNESCO di Monte Sant’Angelo, 2024.

Tags :

Share :

Ricerca contenuti del nostro portale

Attraverso questo modulo di ricerca potrai ottenere risultati immediati su tutti i contenuti presenti all’interno del nostro portale web, come pagine, articoli, notizie, documenti della biblioteca digitale, reperti archeologici, paramenti sacri, tavolette votive e tanto altro. 

Ricerca Libri presenti in Biblioteca

Hai bisogno di controllare la presenza di uno specifico contenuto nella nostra biblioteca? Utilizza il modulo sottostante che ti riporterà ai risultati relativi alla nostra biblioteca sulla pagina ufficiale del sistema bibliotecario regionale.