Convento delle Clarisse e Chiesa della Santissima Trinità


La presenza delle Clarisse a Monte Sant’Angelo si inserisce nel più ampio fenomeno di diffusione dell’ordine francescano femminile nell’Italia meridionale, consolidatosi tra il XIII e il XIV secolo. La storia del complesso della Santissima Trinità ha inizio ufficialmente il 17 agosto 1404, quando l’arcivescovo di Siponto e Monte Sant’Angelo, Niccolò II di Imola, autorizzò la fondazione del monastero. L’opera fu resa possibile grazie al decisivo sostegno economico del nobile garganico Antonio Poldeo, che destinò i suoi beni alla creazione di una struttura claustrale che potesse accogliere le nobili fanciulle della città.

Situato nel cuore del tessuto urbano medievale, nei pressi del rione Junno, il monastero originario subì profonde trasformazioni nel corso dei secoli. Sebbene l’impianto conservi la severità tipica dell’architettura monastica pugliese, l’attuale veste della chiesa è frutto di un’importante ricostruzione avvenuta intorno al 1630, promossa dal Barone Domitio Gambadoro.

Nella seconda metà del Settecento, il complesso visse una nuova fase di rinnovamento in stile tardo-barocco: furono aggiunti preziosi altari in marmo e, nel 1770, venne completato l’attuale campanile. A differenza di altre strutture cittadine coeve, la chiesa della Trinità mantenne linee più sobrie all’esterno, concentrando la ricchezza decorativa all’interno e nelle strutture funzionali alla clausura.

Una delle sezioni più rilevanti sotto il profilo scientifico è la cripta funeraria situata sotto il pavimento della chiesa. Recenti indagini archeologiche (2022-2023) hanno documentato un ambiente suddiviso in quattro vani destinati alla sepoltura delle monache. Le spoglie, rinvenute adagiate su tavole di legno di abete secondo un rituale di austerità, erano accompagnate da oggetti devozionali (corone del rosario, crocifissi, medagliette in metallo e osso). Tali reperti offrono uno spaccato straordinario sulla vita quotidiana e sulle pratiche di pietà delle Clarisse tra il XVII e il XVIII secolo.

Dopo secoli di vita monastica, la comunità fu colpita dalle leggi eversive post-unitarie, giungendo alla definitiva soppressione tra il 1887 e il 1890. Dopo un periodo di abbandono e danni strutturali dovuti a eventi sismici, il complesso è stato oggetto di un radicale recupero funzionale nella seconda metà del Novecento.

Nel 1995, l’ex monastero è diventato la prestigiosa sede del Centro di Studi Micaelici e Garganici, sezione distaccata dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”. Fondato e diretto dallo storico Giorgio Otranto (1940–2023), il Centro ha reso il complesso un punto di riferimento internazionale per lo studio dei pellegrinaggi e del culto dell’Arcangelo Michele. Oggi la struttura ospita anche la Biblioteca Comunale “Ciro Angelillis”, trasformandosi in un polo culturale polifunzionale che unisce la ricerca accademica alla conservazione della memoria locale.

Il monastero è indissolubilmente legato alla nascita dell’ostia ripiena (ostia chjène), dolce simbolo della gastronomia garganica. La tradizione vuole che le monache, durante la preparazione delle ostie per la liturgia, abbiano accidentalmente unito delle mandorle caramellate al miele ai dischi di cialda, creando un connubio che ancora oggi rappresenta un’eccellenza dell’artigianato dolciario di Monte Sant’Angelo.

Bibliografia

  • Angelillis, C. (2014). Nuove note storiche su Monte Sant’Angelo. (A cura di G. Piccarreta). Foggia: Claudio Grenzi Editore.
  • Otranto, G. (2005). Il santuario di San Michele Arcangelo sul Gargano dalle origini ai nostri giorni. Bari: Edipuglia.
  • Panzarino, G., et al. (2022). “La cripta delle monache clarisse della SS. Trinità di Monte Sant’Angelo (FG): dati preliminari dal progetto di scavo, studio e valorizzazione”. In Atti del Convegno Nazionale di Archeologia Cristiana.
  • Petiti, T. (2002). Il monastero della SS. Trinità delle Clarisse in Monte Sant’Angelo. In “Archivio Storico Pugliese”, LV, pp. 145-168.
  • Troiano, G. & Pellegrini, G. (1998). Monte Sant’Angelo: la città del Gargano. Foggia: Leone Editrice.
  • Università degli Studi di Bari. (1995-presente). Quaderni del Centro di Studi Micaelici e Garganici. Bari: Edipuglia.

Tags :

Share :

Ricerca contenuti del nostro portale

Attraverso questo modulo di ricerca potrai ottenere risultati immediati su tutti i contenuti presenti all’interno del nostro portale web, come pagine, articoli, notizie, documenti della biblioteca digitale, reperti archeologici, paramenti sacri, tavolette votive e tanto altro. 

Ricerca Libri presenti in Biblioteca

Hai bisogno di controllare la presenza di uno specifico contenuto nella nostra biblioteca? Utilizza il modulo sottostante che ti riporterà ai risultati relativi alla nostra biblioteca sulla pagina ufficiale del sistema bibliotecario regionale.