Santa Maria Maggiore

La chiesa di Santa Maria Maggiore edificata da Leone sull’area cimiteriale della chiesa di S. Pietro, si articola su tre navate, poggianti su pilastri cruciformi che sostengono archi a sesto rialzato. L’edificio attuale è coperto da volte a botte lunettata e a crociera, probabile frutto dei rifacimenti settecenteschi, mentre originale è la cupola emisferica sulla terza campata della navata centrale. La facciata, divisa in due piani da un cornicione a mensole è percorsa, nella zona inferiore, da una teoria di arcate cieche intervallate da aperture a losanga.

Tra gli elementi svevi, si riconoscono il piano di calpestio ribassato rispetto all’antica chiesa, per accentuare lo slancio dei pilastri di sostegno e l’aula prolungata verso l’abside della chiesa di S. Pietro. Il prospetto a cinque arcate cieche su lesene, porta preziose losanghe con il fondo ornato da motivi floreali. Il portale tardo romanico è sormontato da un protiro pensile poggiato su grifi ed esaltato da una particolare dovizia di pregevoli ornati.

Sulla parte inferiore destra della facciata si trovano incisioni di imbarcazioni, probabilmente normanne, che testimoniano pellegrini dall’Europa settentrionale. Le ricerche di Domenico L. Moretti, pubblicate nel 2019, hanno documentato numerose incisioni interne ed esterne, con una concentrazione di graffiti navali sui primi filari esterni. Le imbarcazioni, databili al XII secolo e realizzate da scalpellini o marinai esperti, sono probabilmente ex voto di pellegrini in partenza da Siponto verso il Santuario di San Michele e la Terrasanta, confermato dal contesto storico-architettonico dell’edificio ricostruito tra XI e XIII secolo dall’arcivescovo Leone Garganico e restaurato nel 1198 sotto Costanza d’Altavilla. L’apparato scultoreo del portale, le mensole del cornicione e gli elementi decorativi, tra cui le losanghe, custodi di un preciso simbolismo matematico e astronomico, documentano i rapporti tra Capitanata e Abruzzo tra XII e XIII secolo, mediati dal monastero di Pulsano. Queste testimonianze attestano la vitalità del pellegrinaggio marittimo medievale e offrono elementi cronologici per la datazione delle fasi decorative, contribuendo alla ricostruzione storico-artistica della chiesa di Santa Maria Maggiore.

Bibliografia

  • Belli D’Elia, P. (1979). Puglia romanica. Milano: Jaca Book.
  • Bertaux, É. (1904). L’art dans l’Italie méridionale. Paris: Hachette.
  • D’Elia, M. (1995). Guida artistica della Puglia. Bari: Edizioni Dedalo.
  • Salvini, R. (1979). Rapporti artistici tra Capitanata e Abruzzo nel XIII secolo. Antichità Altoadriatiche, 15, 147–165.
  • Touring Club Italiano. (1978). Puglia. Milano: TCI.
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  • Ministero per i Beni Culturali. (1938). Inventario degli oggetti d’arte d’Italia – Provincia di Foggia. Roma.
  • Soprintendenza per i Beni Architettonici di Puglia. (1988). Chiese romaniche di Terra di Bari e Capitanata. Fasano: Schena Editore.
  • Archivio Capitolare di Monte Sant’Angelo. (sec. XII–XVIII). Documenti relativi a Santa Maria Maggiore.
  • Iscrizione dedicatoria del portale di Santa Maria Maggiore. (sec. XIII).
  • (2013). Monte Sant’Angelo. Il complesso monumentale di San Pietro, di Santa Maria Maggiore e del battistero di San Giovanni. Galatina: Congedo.
  • Wikipedia. (2025). Battistero di San Giovanni in Tumba [Voce enciclopedica online].

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