Eremi di Pulsano

Nei dintorni dell’Abbazia di Santa Maria di Pulsano si sviluppa uno straordinario paesaggio rupestre, caratterizzato da grotte, celle, piccoli ambienti costruiti in muratura, terrazze, scale e percorsi ricavati lungo i versanti rocciosi del Gargano. Il complesso comprende numerosi insediamenti distribuiti nelle valli e sulle pareti del colle: il FAI ne indica attualmente 24, alcuni dei quali collocati in posizione particolarmente impervia e difficilmente accessibile.

Una comunità articolata tra anacoresi e vita comunitaria Gli eremi non costituivano un insieme di luoghi completamente isolati. Alcuni ambienti erano destinati alla preghiera e alla vita individuale, mentre altri presentavano spazi più articolati, compatibili con attività comuni, di culto e di lavoro. Sentieri e scalinate mettevano in relazione diversi nuclei e con il complesso abbaziale, creando un sistema insediativo decentrato ma territorialmente connesso. Il paesaggio conserva inoltre numerose opere funzionali alla gestione delle risorse, tra cui canalette scavate nella roccia, cisterne e sistemi di raccolta delle acque meteoriche.

Il sistema degli eremi deve essere letto come un paesaggio storico complesso, la cui formazione non è riconducibile a una sola epoca. Le ricerche archeologiche hanno riconosciuto nel Gargano una lunga tradizione di utilizzazione delle cavità naturali, mentre i nuclei direttamente collegati alla comunità degli Eremiti Pulsanesi sono generalmente riferiti agli inizi del XII secolo e alla fondazione dell’abbazia da parte di Giovanni da Matera. Alcune strutture, tuttavia, hanno avuto nel tempo funzioni diverse e non tutte possono essere considerate con certezza veri e propri insediamenti monastici.

L’Eremo di San Gregorio Tra gli insediamenti del colle, l’Eremo di San Gregorio è considerato presumibilmente uno dei più antichi luoghi di eremitaggio di Pulsano. È costituito da un’ampia cavità naturale di circa 200 m², sviluppata secondo un andamento a “L” e conclusa da un piccolo antro che può essere interpretato come spazio destinato alla preghiera e al culto. L’eremo è dedicato a Gregorio Magno, figura strettamente legata alla tradizione monastica del Gargano, ma la dedica non consente di stabilire da sola una fondazione del complesso nell’età di Gregorio.

L’ambiente, utilizzato in epoca recente anche come ricovero per animali, è stato ripulito e recuperato nel 1995 grazie all’opera del volontariato locale. Oggi costituisce uno dei punti più accessibili per conoscere il sistema eremitico di Pulsano e ospita anche una mostra fotografica dedicata agli eremi.

L’Eremo di San Michele o Sant’Arcangelo Nei pressi dell’abbazia si trova l’eremo indicato nelle fonti locali come San Michele e in altre come Sant’Arcangelo. Vi si accede dal piazzale antistante la chiesa attraverso una ripida scalinata ricavata nella roccia. Il complesso comprende tre ambienti intercomunicanti scavati nella roccia, interpretati come celle eremitiche, e una piccola cappella in muratura posta sul margine dello strapiombo. Della cappella rimangono oggi soprattutto le strutture laterali.

Particolarmente significativo è il sistema di canalette incise nella roccia, attraverso il quale veniva raccolta e convogliata l’acqua piovana. Si tratta di una testimonianza concreta delle soluzioni adottate dagli abitanti del complesso rupestre per assicurare l’approvvigionamento idrico in un ambiente caratterizzato da forti pendenze e da limitate disponibilità d’acqua superficiale.

A questo eremo è inoltre associata una importante tradizione agiografica. Secondo Ughelli e Baronio, qui avrebbe soggiornato san Francesco d’Assisi nel 1216 e, nel 1295, Pietro da Morrone, futuro papa Celestino V, prima della fuga verso Vieste, dove fu arrestato dagli Angioini. La tradizione è ripresa ancora oggi dalle fonti dell’Abbazia e dagli enti di valorizzazione del territorio ed è parte integrante della memoria storica del luogo.

Gli altri eremi e la stratificazione del paesaggio Il sistema pulsanese comprende numerosi altri nuclei, tra cui San Nicola, Studion, San Leonardo, Santa Caterina, La Rondinella, San Giovanni, Mandre e Pietre. Le loro caratteristiche sono molto diverse: alcuni sono composti da cavità naturali adattate all’abitazione e al culto, altri presentano ambienti scavati e costruiti, cappelle, terrazze, cisterne, canalette e percorsi di accesso. L’Eremo Studion, per esempio, comprende più ambienti rupestri, scale ricavate nella roccia, sistemi di raccolta delle acque e una cappella decorata da affreschi di epoca successiva.

Una particolare attenzione richiede la definizione stessa di “eremo”. Alcuni complessi oggi compresi nel sistema pulsanese mostrano infatti caratteristiche funzionali riconducibili anche ad attività pastorali. Il Ministero della Cultura interpreta, per esempio, i nuclei di Sant’Antonio il Grande, San Trifone, Pietre e Mandre e il complesso dei Santi Basilio e Spiridione come strutture che possono essere distinte dagli insediamenti rupestri direttamente legati al monastero pulsanese e, in alcuni casi, come recinti per il bestiame successivamente tradizionalmente identificati come eremi.

Le tracce di una lunga frequentazione Il valore del paesaggio rupestre di Pulsano risiede quindi nella sovrapposizione di funzioni, epoche e forme di utilizzo. Grotte naturali, celle, cappelle, percorsi, terrazzamenti, sistemi di raccolta dell’acqua e strutture produttive restituiscono l’immagine di un territorio nel quale la dimensione ascetica si intrecciò con esigenze di abitazione, culto, approvvigionamento e lavoro. Le testimonianze superstiti documentano una frequentazione prolungata e trasformazioni successive, ben oltre la fase di fondazione dell’Ordine degli Eremiti Pulsanesi.

Dalla riscoperta alla valorizzazione Nel Novecento molti degli eremi versavano in condizioni di abbandono e alcuni furono riutilizzati per attività agricole e pastorali. Il progressivo interesse scientifico e culturale per il paesaggio rupestre ha portato a campagne di ricognizione, interventi di recupero e iniziative di valorizzazione. Particolarmente importante è stato il progetto promosso nell’ambito dei “Luoghi del Cuore” del FAI, che ha contribuito al recupero di alcuni eremi, alla riqualificazione di sentieri e alla realizzazione di strumenti di documentazione e divulgazione.

Tags :

Share :

Ricerca contenuti del nostro portale

Attraverso questo modulo di ricerca potrai ottenere risultati immediati su tutti i contenuti presenti all’interno del nostro portale web, come pagine, articoli, notizie, documenti della biblioteca digitale, reperti archeologici, paramenti sacri, tavolette votive e tanto altro. 

Ricerca Libri presenti in Biblioteca

Hai bisogno di controllare la presenza di uno specifico contenuto nella nostra biblioteca? Utilizza il modulo sottostante che ti riporterà ai risultati relativi alla nostra biblioteca sulla pagina ufficiale del sistema bibliotecario regionale.